Frattura orbitaria: sintomi, diagnosi e ricostruzione chirurgica

Frattura orbita oculare

L’orbita, la cavità ossea che protegge il bulbo oculare, è una struttura delicata e cruciale del massiccio facciale. Quando questa area subisce un forte impatto, le conseguenze possono essere gravi, compromettendo non solo l’estetica del viso ma anche la funzionalità visiva.

La frattura orbita è una lesione che richiede attenzione immediata e, spesso, un intervento di precisione.

Questo articolo esplora i sintomi da non sottovalutare, le procedure diagnostiche e le moderne tecniche di chirurgia ricostruttiva viso utilizzate per il recupero.

Cos’è una frattura orbitaria

Una frattura orbita è la rottura di una o più delle sottili pareti ossee che formano la cavità orbitaria.

Queste fratture sono tra le lesioni più comuni in seguito a un trauma facciale e possono verificarsi in diversi punti. La tipologia più frequente è la cosiddetta frattura da scoppio (blow-out fracture), che coinvolge il pavimento (pavimento orbitario) o la parete mediale dell’orbita. Questo tipo di lesione si verifica quando un oggetto contundente (come un pugno, una palla o il volante in un incidente) colpisce l’occhio, aumentando improvvisamente la pressione all’interno dell’orbita. L’onda d’urto rompe la parete più debole, causando l’erniazione (il prolasso) dei tessuti molli (come il grasso periorbitario o, in casi gravi, il muscolo) verso i seni mascellari o etmoidali sottostanti.

È una condizione che richiede un’accurata valutazione da parte di specialisti in chirurgia ricostruttiva viso per prevenire danni permanenti.

Sintomi e diagnosi

La tempestività nell’identificare una frattura orbita è essenziale per un buon esito. I sintomi possono variare in base alla gravità e alla localizzazione della lesione.

  • Dolore e gonfiore. Intenso dolore localizzato e gonfiore massivo (edema) intorno all’occhio, spesso accompagnati da ematomi (lividi).
  • Diplopia (visione doppia). Sintomo cruciale, causato dall’intrappolamento dei muscoli extraoculari (spesso il muscolo retto inferiore nel caso di fratture del pavimento) nella frattura. Questo impedisce all’occhio di muoversi correttamente, causando visione doppia, soprattutto guardando verso l’alto o verso il basso.
  • Enofatlmo. Affondamento del bulbo oculare nell’orbita a causa dell’erniazione del grasso orbitario nei seni paranasali.
  • Alterazioni della sensibilità. Intorpidimento (parestesia) della guancia, del labbro superiore o dei denti superiori, se la frattura coinvolge il nervo infraorbitario.

La diagnosi inizia con un esame clinico approfondito, che include la valutazione della motilità oculare e della sensibilità. Viene confermata attraverso la Tomografia Computerizzata (TC) del massiccio facciale. La TC è l’indagine di scelta perché fornisce immagini dettagliate delle strutture ossee e dei tessuti molli, permettendo di valutare l’estensione della frattura, la dimensione del difetto e l’eventuale intrappolamento muscolare.

Trattamento chirurgico

Non tutte le fratture orbitarie richiedono l’intervento chirurgico immediato; in molti casi, se la frattura è piccola e non compromette la motilità oculare, si opta per l’osservazione.

Tuttavia, la chirurgia ricostruttiva viso diventa necessaria in presenza di:

  1. diplopia persistente, se la visione doppia non migliora dopo un breve periodo di osservazione (5-7 giorni).
  2. difetto osseo significativo, fratture ampie (generalmente superiori al 50% del pavimento) con rischio elevato di enoftalmo.
  3. enofatlmo evidente, quando l’occhio appare visibilmente affondato.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale. Il chirurgo accede all’orbita attraverso incisioni minime, spesso nascoste (ad esempio, sotto le ciglia o nella congiuntiva). L’obiettivo è liberare i tessuti molli intrappolati e ricostruire il difetto osseo.

La chirurgia ricostruttiva viso si avvale dell’uso di materiali biocompatibili, come placche in titanio o specifici innesti sintetici (ad esempio, polietilene poroso), per ricostruire il pavimento o le pareti mediali dell’orbita, ripristinando il volume orbitario e la corretta posizione del bulbo.

Recupero funzionale

Il successo della chirurgia ricostruttiva viso non si misura solo nella riparazione anatomica, ma soprattutto nel recupero funzionale. Dopo l’intervento per la frattura orbita, il gonfiore diminuisce gradualmente.

La risoluzione della diplopia è spesso rapida, anche se il completo recupero della funzione muscolare può richiedere diverse settimane. È essenziale un attento follow-up con il chirurgo maxillo-facciale e l’oculista per monitorare la vista e la motilità oculare.

Un trattamento tempestivo e una tecnica chirurgica precisa sono la chiave per prevenire conseguenze a lungo termine come l’enofatlmo permanente o la diplopia cronica, garantendo il pieno recupero estetico e funzionale del paziente dopo un trauma facciale.